Perché situazioni come quella della “famiglia nel bosco” non si ripetano più: questo l’obiettivo del nuovo disegno di legge della maggioranza sull’allontanamento dei minori, depositato in questi giorni al Senato, voluto fortemente dalla Lega e firmato, tra gli altri, dal capogruppo Massimiliano Romeo.
Una risposta politica chiara a un caso che ha scosso l’opinione pubblica e che ha fatto emergere l’esigenza, chiesta in prima linea dal segretario Matteo Salvini, di avere più garanzie e buon senso quando si decide di strappare dei bambini alla loro famiglia.
La legge prevede che, prima di disporre l’allontanamento, il giudice debba sempre basarsi su una consulenza tecnica collegiale, con neuropsichiatra infantile, pediatra ed esperti esterni e indipendenti, per valutare se il distacco dal nucleo familiare sia davvero nell’interesse superiore del minore.
Il provvedimento chiede al giudice una motivazione analitica: dovrà dare conto del contenuto della perizia, di tutte le soluzioni vagliate e delle ragioni per cui l’allontanamento viene ritenuto davvero l’extrema ratio.
Per la Lega la difesa della famiglia viene prima di tutto. Si deve fare il massimo per proteggere i bambini senza trasformare l’allontanamento in una sentenza irreversibile contro i genitori, una scelta ideologica o ideologizzata, ma che sia un rimedio eccezionale, prudente, pienamente motivato e sempre verificabile nel tempo. Mai più alle sofferenze della famiglia del bosco.