Avrete probabilmente letto anche voi questa frase, diventata virale in poche ore:
«Il costo del carburante non calerà a breve, quindi o ti rassegni o ti attrezzi».
Titoli, post, meme, migliaia di commenti. Il messaggio fatto passare era inequivocabile: Salvini avrebbe detto agli italiani di rassegnarsi al caro carburanti. Peccato che non fosse questo il senso del suo intervento.
E non si tratta di opinioni: basta guardare il video integrale. La frase è stata estrapolata da un intervento di circa tre minuti nel quale Salvini ragionava sulle conseguenze economiche dei conflitti internazionali e, soprattutto, sulle scelte che Governo e politica devono compiere per reagire.
Il passaggio parte dalla constatazione che, con due guerre in corso e senza una soluzione immediata, è difficile immaginare una rapida diminuzione dei costi dell’energia e dei carburanti. Da qui la frase: «Quindi o ti rassegni, o ti attrezzi, o ti prepari». Subito dopo Salvini parla dello scostamento di bilancio, del deficit, degli investimenti e delle risorse da mettere in campo per sostenere la crescita. Non stava dicendo agli italiani “rassegnatevi”.
Stava dicendo alla politica esattamente il contrario: non possiamo rassegnarci. Dobbiamo attrezzarci e intervenire.
Il ragionamento arriva infatti alla necessità di scrivere una legge di bilancio «coraggiosa» e «importante», utilizzando le risorse per investimenti, crescita e opere pubbliche, perché in un momento di incertezza famiglie e imprese tendono comprensibilmente a rinviare acquisti e investimenti.
Eppure da tre minuti di intervento è stata isolata una manciata di parole e sui social ha cominciato a circolare tutt’altro messaggio.
Questa non è informazione completa. È una rappresentazione del pensiero di Salvini che il contesto integrale non conferma.
Il risultato? Insulti a valanga e addirittura minacce di morte.
Salvini è quindi intervenuto direttamente: «Basta fake news, basta manipolazioni». E ha chiarito il punto centrale: quel «o ti rassegni o ti attrezzi» era rivolto al Governo e alle istituzioni, perché davanti alle difficoltà di tanti italiani occorre investire e spendere di più per aiutare famiglie e imprese.
Il concetto era dunque l’esatto contrario di quello diventato virale: non chiedere ai cittadini di rassegnarsi, ma chiedere alla politica di reagire.
Guardate il video integrale, dall’inizio alla fine, e giudicate voi.