Matteo Salvini ha partecipato mercoledì 14 ottobre a Bruxelles al vertice dei leader dei Patriots for Europe, organizzato alla vigilia del Consiglio europeo.
All’appuntamento hanno preso parte rappresentanti delle principali forze politiche della famiglia europea dei Patriots, tra cui Marine Le Pen, Jordan Bardella, Santiago Abascal, Geert Wilders e Viktor Orbán.
Al centro dell’incontro, il coordinamento delle posizioni politiche su Ucraina, immigrazione, costi dell’energia, competitività e futuro bilancio dell’Unione europea.
Particolare rilievo ha assunto la sintonia tra Matteo Salvini e Marine Le Pen sulla necessità di arrivare al più presto alla fine della guerra in Ucraina, nell’interesse dei cittadini europei.
Secondo quanto riferito da fonti informate a margine del vertice, i due leader condividono la necessità di privilegiare una soluzione diplomatica al conflitto e di affrontare il tema della sostenibilità degli aiuti economici a Kiev.
Salvini ha ribadito che l’Europa non può continuare indefinitamente a finanziare il conflitto e a rinunciare, in prospettiva, ad approvvigionamenti energetici più convenienti.
«Abbiamo dato tanto. Gli italiani, i francesi, gli europei hanno dato tanto sperando che sia finito tutto per la difesa del popolo ucraino e non in corruzione o in tangenti», ha dichiarato il leader della Lega davanti alla stampa al Parlamento europeo.
«Sicuramente non potremo andare avanti all’infinito a mandare miliardi in regalo all’Ucraina», ha aggiunto Salvini, sottolineando che «è il momento della diplomazia».
Anche Marine Le Pen ha espresso contrarietà a nuovi impegni finanziari illimitati, richiamando le difficoltà dei bilanci nazionali e la necessità di tutelare gli interessi dei cittadini.
Energia e competitività. Nel documento conclusivo del vertice, i Patriots hanno chiesto una revisione dei meccanismi europei che incidono sui costi dell’energia, a partire da ETS 1 ed ETS 2, e maggiori investimenti nella produzione energetica europea, nella diversificazione delle forniture e nelle nuove tecnologie, compreso il nucleare.
Immigrazione e sicurezza. I leader hanno ribadito la richiesta di una difesa più efficace delle frontiere esterne dell’Unione e il diritto degli Stati membri di determinare le proprie politiche migratorie.
Bilancio europeo. I Patriots hanno contestato la proposta della Commissione per il prossimo quadro finanziario pluriennale, chiedendo di ridurre le spese considerate superflue, evitare nuovi oneri per famiglie e imprese e tutelare le risorse destinate ai servizi pubblici e all’economia reale.
Il vertice ha infine ribadito la posizione dei Patriots a favore della sovranità nazionale, della competitività delle imprese europee e di un’Unione che rispetti maggiormente le prerogative degli Stati membri.